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Escursione sui monti sopra Torreglia

escursione sentiero Torreglia monte Rua monte Pirio Fonte Regina

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6 risposte a questa discussione

#1 Cristina

Cristina

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Inviato 05 marzo 2014 - 01:10

Uno dei percorsi più belli di tutti i Colli Euganei è sicuramente quello che parte dal centro di Torreglia e porta ad esplorare i monti circostanti questa cittadina: il monte Rua con sulla sua sommità uno dei pochi eremi ancora attivi, il Baiamonte ricoperto di boschi e coltivi, il monte Pirio e il Rina con le loro spettacolari vedute.

L'itinerario è un po' lungo, ci vogliono almeno 4-5 ore di cammino per compierlo tutto, ma può essere spezzato e fatto in due volte se non si ha tempo sufficiente per completarlo. Il tracciato non presenta particolari difficoltà, in buona parte si cammina su stradine sterrate o parzialmente asfaltate e la pendenza solo in brevi tratti è impegnativa.

Si parte nei pressi della chiesa del Sacro Cuore di Gesù, in centro paese. 

 

(vai al virtual tour di Torreglia)

 

Di fronte si imbocca via Mondonego, dove sulla destra c'è la casa natale di Jacopo Facciolati (1682-1769), uno dei cittadini più illustri di Torreglia. Si prosegue poi a sinistra lungo via Mirabello, dove sulla sinistra nella piazzetta c'era il capolinea del vecchio tram, che collegava Torreglia a Padova. Si prende a destra via Castelletto e dopo alcune centinaia di metri si svolta sulla destra in via Vallorto, continuando a costeggiare il versante meridionale del piccolo colle Cerega coltivato a viti ed olivi. Giunti in corrispondenza di un capitello dedicato alla Madonna, giriamo a sinistra per ammirare sulla cima di un piccolo colle la scenografica fortificazione denominata “il Castelletto”. Si tratta di un piccolo complesso di edifici nato come luogo difensivo in epoca medievale, successivamente trasformato in dimora gentilizia e ancora oltre in monastero.

Ritornati al capitello iniziamo la salita lungo le pendici meridionali del monte Mira. Questo tratto di strada fa parte di un altro antico percorso, il cosiddetto attraversamento interno, che era utilizzato per congiungere il borgo con la fortificazione posta sulla sommità del colle della Mira. Lungo la salita incontriamo una ricca vegetazione, dove predominano gli arbusti di robinia ed il sambuco.

Percorso l’ultimo tratto di strada piuttosto ripido, si raggiunge la forcella che congiunge il Monte Mira con il Monte Rua. Giriamo a destra e saliamo ancora per qualche decina di metri, fino alla pieve medievale di Torreglia Alta dedicata a San Sabino. Dal suo piccolo sagrato si gode di una splendida vista sulla valle sottostante. Il luogo dove sorge la chiesa era precedentemente occupato da un fortilizio che aveva la funzione di osservazione del territorio (da qui il toponimo del colle della Mira, che significa vedetta). La torre campanaria coincide con la base della turricula dell’antica fortificazione, da cui probabilmente deriva il nome del paese di Torreglia.

 

San-Sabino-1web.jpg

 

Prima di riprendere il cammino, chi vuole può fare una piccola deviazione: scendendo a sinistra si passa alle spalle di Villa Camposampiero Kopreinig ora Prandstraller, edificata nel XVII secolo è adesso una rinomata azienda vinicola. Qualche decina di metri oltrepassato l’ingresso della villa si imbocca il sentiero sterrato sulla sinistra, detto del Carromatto, che conduce fino al cancello di ingresso de il Tauriliano, ovvero Villa Barbieri ora Verson, che fu luogo di ritiro campestre dell’Abate Giuseppe Barbieri (1774-1852), poeta e oratore che qui compose “Le Veglie Tauriliane”. La villa è circondata da un bellissimo giardino all’italiana curato con passione e dedizione dal nipote del famoso Enrico Verson, che ha acquistato la villa riportandola agli antichi splendori.

Il percorso riprende in corrispondenza del cimitero incontrato prima della chiesa di S. Sabino. All’incrocio con la strada provinciale, si sale sulla strada di sinistra che ci conduce sul Monte Rua.

Appena riprendiamo la salita incontriamo sulla sinistra Villa Carpane (XVIII sec.) il cui nome deriva da carpino, l'albero diffusamente presente nei boschi circostanti, e sulla destra Villa Medin (ora Villa Immacolata) oggi utilizzata come luogo di ritiro spirituale. Superata Villa Immacolata incontriamo ai lati della strada i primi grossi alberi di castagno, che da secoli accompagnano i viandanti nel cammino verso l’eremo. Proseguiamo la salita nel castagneto, fino al Belvedere della Croce. “O fratello, che alacre l’animo e il piede vincesti l’erta affaticante qui posa e pregusta nella soavità della preghiera la celeste pace dell’eremo” è la frase scolpita alla base della croce che ci accoglie al belvedere. In questo punto si congiungono i sentieri provenienti da Torreglia e da Galzignano, che da secoli conducono al monastero del Monte Rua dove ancora oggi vige la clausura e l'ingresso è interdetto alle donne. Continuando la salita per qualche centinaio di metri si giunge al portone di ingresso dell’eremo dei frati camaldolesi. Oltrepassato il cancello ci inoltriamo verso nord sempre all’interno di un bel bosco di castagno. 

 

(vedi il virtual tour dell'Eremo del Monte Rua) 

 

Arrivati alla forcella che congiunge il monte Rua con il monte Venda, detto 'bivio dei Sabioni', nei pressi in cui il sentiero gira bruscamente a sinistra, noi continuiamo diritti sul sentiero che da questo punto percorre il crinale che collega il monte Rua al monte Venda.

Arrivati nei pressi della strada asfaltata la attraversiamo e procediamo diritti verso il ristorante “Il Roccolo” prendendo il sentiero che passa nel retro del ristorante (sulla sinistra) passiamo di fianco al piccolo roccolo che, purtroppo, si presenta in uno stato di conservazione precario. Tuttavia è ancora visibile la targa che riporta l’iscrizione: “ROCCOLO DEL CONTE MEDIN TORREGLIA 1898”.

Proseguiamo lungo il sentiero che inizia a scendere rapidamente fino a guadare un piccolo rio. Dopo il guado del ruscello proseguiamo lungo le pendici del monte Baiamonte. Poche decine di metri più avanti raggiungiamo nuovamente una strada asfaltata (la fine di via Siesa) che si mantiene pressoché pianeggiante per un lungo tratto, dove incontriamo ancora boschi misti di robinia e castagno ma anche i primi terreni sottratti al bosco per permettere la coltivazione della vite. Sulla destra si apre uno spettacolare panorama sulla piana di Torreglia e sui colli ad est, fino alla zona termale di Abano e Montegrotto. Durante le giornate più limpide, si può scorgere in lontananza addirittura il luccichio della laguna di Venezia e il campanile di S. Marco.

Percorrendo l’ultimo tratto di questa strada (via Siesa) si arriva all’incrocio con la provinciale che porta da Castelnuovo a Torreglia, la stessa che abbiamo incrociato al quadrivio posto nei pressi della pieve di S. Sabino. Proseguiamo per un breve tratto lungo la provinciale girando a destra e qualche decina di metri più avanti sulla sinistra, dove attraversiamo la strada e imbocchiamo via Cicogna-Pirio, che gira attorno alla piccola sommità del monte Miego. Da questo tratto di percorso se vi girate sulla sinistra potrete godere di una bellissima visuale sull’abitato di Castelnuovo con la chiesa e l'alto campanile che ancora oggi catalizza lo sguardo dei viandanti verso il centro del paese. Subito sopra la chiesa, fa bella mostra di sé un'antica casa-forte del XV secolo, posta a guardia della forcella tra il monte Venda e il monte Pendice. Questa costruzione prende il nome di “Casa dei Salva” perché una leggenda locale narra di un anello infisso ad un muro che conferiva l’immunità, “la salvezza”, a quanti inseguiti l’avessero toccato, da qui il suo curioso appellativo.

Riprendendo il cammino aggiriamo il ristorante “Settimo Cielo” e proseguiamo sulla strada in discesa che presto ritorna sterrata e prendiamo il primo bivio sulla destra. Ritorniamo ad immergerci in un fresco bosco di castagno che ci conduce poco più avanti nuovamente in una parte coltivata a vigneto, dove possiamo ammirare (girandoci sulla sinistra) la pianura verso nord, con la corona delle Prealpi venete, mentre più a destra ammiriamo il lato ovest del monte Pirio, che nella sua esposizione verso sud presenta tra la viva roccia di origine vulcanica una vegetazione composta da essenze tipiche della macchia mediterranea: il corbezzolo e l’erica arborea.

 

(vedi il virtual tour della cima del Monte Pirio)

 

Dopo un ampia curva sulla destra ritorniamo nel bosco per uscirne qualche centinaio di metri più in basso, quando giungiamo nuovamente su via Cicogna-Pirio nei pressi dell’agriturismo con alloggio “Cà Noale” allestito nei locali da poco recuperati di un'antica corte agricola, che per lungo tempo è stata alle dipendenze del monastero dei frati camaldolesi del monte Rua.

Continuiamo lungo la strada asfaltata sulla sinistra in discesa, fino ad arrivare nelle vicinanze di alcuni grossi alberi di castagno che sono parte di una maronaria che continua sulla sinistra subito dopo la piccola costruzione che costeggia la strada. Al bivio prendiamo la strada in salita sulla sinistra e, poco dopo aver oltrepassato il ristorante Il Pirio”, ci fermiamo ad ammirare il piccolo edificio a destra lungo la strada, che porta incastonata nella facciata ad ovest un raffinatissimo capitello sacro sul quale sono scolpite le parole DEUSM(eus)ADIUTOr (“il Signore è il mio soccorso) e sulla parte superiore a semiluna è raffigurata una piccola testa di santo. Si tratta di un tabernacolo proveniente dalla chiesa del soppresso monastero degli Olivetani del monte Venda.

 

 

Anche da questo punto si ammira un vasto panorama sulla piana di Torreglia e, sulla sinistra, i dolci declivi coltivati del complesso dei monti Sengiari-Lonzina. Ritorniamo indietro fino al bivio in prossimità dei vecchi maronari dove imbocchiamo via Rina e la percorriamo per qualche centinaio di metri prima di abbandonare la strada asfaltata e svoltare a destra sulla strada sterrata che conduce ad alcune abitazioni. In corrispondenza del primo edificio prendiamo il sentiero sulla sinistra, lo percorriamo in discesa incrociando sulla nostra sinistra una vecchia costruzione e arrivando qualche decina di metri più avanti ad uno spiazzo. Qui troviamo sulla nostra destra una sorgente denominata el butaroto dalla quale sgorga un’acqua freschissima, che per secoli ha dissetato i passanti ma che ora purtroppo non è più potabile. Spostiamo ora lo sguardo verso l’imponente edificio in pietra che si trova dalla parte opposta del corso d’acqua. Stiamo ammirando uno dei mulini più belli e meglio conservati di tutto il territorio collinare. La costruzione è molto antica e le sue fattezze massicce e austere conservano ancora nella parte centrale dell’edificio una parte turrita che si eleva dal corpo centrale che ci fa pensare ad una struttura con funzione militaresca e di sorveglianza del territorio. La presenza in questo stesso edificio di un mulino a coppedello è attestata già dal XII secolo. Il suo funzionamento era reso possibile da una ruota dotata di numerose cassette in legno le quali riempiendosi di acqua, a causa del peso, scendevano verso il basso e azionavano in questo modo la ruota che poteva continuare a girare, anche se più lentamente, durante i periodi in cui il Rio aveva una portata d'acqua più scarsa. Il mulino è rimasto in funzione fino al XIX secolo; recentemente è stato restaurato ed è ora adibito a struttura ricettiva turistica.

Per chi ne ha voglia è possibile fare un'ulteriore piccola deviazione per osservare da vicino un'antica sorgente, chiamata fonte Regina.

 

(vedi il virtual tour della Fonte Regina)

 

La qualità delle acque cristalline che qui sgorgano era già nota in epoca romana. La sorgente era infatti utilizzata dai Romani per portare verso le terme di Montegrotto acqua potabile attraverso un acquedotto costruito da tubi di pietra di trachite. Per arrivare alla sorgente basta attraversare il ponte e seguire il sentiero che costeggia l’edificio del mulino sul suo lato sinistro. Dopo qualche decina di metri si torna sulla provinciale che sale a Torreglia Alta e subito dopo l’ex ristorante ”I Mulini” incontrate l’indicazione del breve sentiero che vi condurrà alla fonte. Una volta ritornati indietro fino al vecchio mulino, ci incamminiamo sullo stretto viottolo che passa di fronte alle abitazioni poste sul lato sinistro del rio Calcina. Alla nostra sinistra possiamo ammirare il parco di villa Clementi Romiati ora Cattaneo, che presenta un gusto eclettico molto particolare, lo stile “chalet Svizzero”, davvero inusuale sui colli euganei.

Poche decine di metri più avanti ritorniamo su strada asfaltata. Stiamo entrando nel borgo Valderio-Molini la cui toponomastica ci riconduce alla sua collocazione, ovvero la valle del rio Calcina, e al suo sviluppo basato sull’antica presenza di alcuni mulini. Uno di questi lo abbiamo appena lasciato, un secondo lo possiamo scorgere subito dopo il ponte sul rio, in corrispondenza dell’edificio sulla nostra destra, però questo è stato ampiamente rimaneggiato nel corso dei secoli.

All’incrocio con via Facciolati svoltiamo a sinistra arrivando nei pressi di un piccolo edificio in pietra, che ospita il punto vendita della più antica industria di Torreglia, la Distilleria Luxardo, che dal 1947 produce i famosi liquori utilizzando come materia prima la marasca, una varietà di ciliegie dal sapore acidulo.

Una volta scesi in piano, prima di imboccare la strada provinciale (via Romana), incontriamo sulla destra l’antica trattoria “Ballotta”, rinomato ristorante che vanta un trascorso culinario di oltre quattro secoli. L’edificio prima di essere trasformato in locanda nel 1605 era una corte agricola, alle dipendenze dei monaci agostiniani di Monteortone.

Raggiunta via Romana giriamo a destra e, prima della curva che ci riporta di fronte al Municipio, incrociamo villa Faggiani sulla nostra destra. La località appena attraversata, prende il nome dialettale di Breo”, dalla parola longobarda “Braida” che stava a significare prato, campagna aperta. Questo curioso termine di lontana provenienza, testimonia come la vocazione agricola di questo piccolo tratto di campagna ormai assediata dalle costruzioni sorte negli ultimi 60 anni, si perda indietro nel tempo.

 

 


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#2 Marco

Marco

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Inviato 05 marzo 2014 - 12:46

Brava brava Cristina! :) C'è una mappa da qualche parte che tu sappia?



#3 Vanni

Vanni

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Inviato 05 marzo 2014 - 15:55

Belle le foto e perfetta la descrizione brava


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#4 Cristina

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Inviato 06 marzo 2014 - 00:22

Ciao Marco, una mappa del percorso non ce l'abbiamo ancora, ma ci attrezzeremo per realizzarla con l'Open GPS Tracker!  ;)  B)

 

Grazie mille Vanni! :)  

per completezza di informazioni preciso che il percorso è stato ideato da Stefano Zanini (guida naturalistica di Torreglia) io ho solo rielaborato il testo. L'anno scorso abbiamo proposto il giro completo durante i due giorni della Festa della Mira. Sicuramente lo riproporremo anche quest'anno, con qualche variante e qualche sorpresa! ;-)



#5 Claudio Macedonio

Claudio Macedonio

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Inviato 06 marzo 2014 - 15:27

perfetta anche l'idea di rendere disponibile al download la traccia GPS.


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#6 Antonietta3

Antonietta3

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Inviato 19 marzo 2014 - 22:39

Allega File  torreglia.jpg   119,83K   1 Numero di downloads     

 

Salve!

è questo il percorso?

 

<a href="http://www.gpsies.co...cuchblwhwqckrqh" title="GPSies - trd-01-18"><img src="http://www.gpsies.com/images/linkus.png" border="0" alt="GPSies - trd-01-18" /></a>



#7 Cristina

Cristina

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Inviato 20 marzo 2014 - 12:09

attachicon.gif.pagespeed.ce.hPGJFKgqtP.gtorreglia.jpg     

 

Salve!

è questo il percorso?

 

<a href="http://www.gpsies.co...cuchblwhwqckrqh" title="GPSies - trd-01-18"><img src="http://www.gpsies.com/images/linkus.png" border="0" alt="GPSies - trd-01-18" /></a>

No, assolutamente. Questo è un percorso molto più lungo, che include l'attraversamento di altri colli e il giro sul sentiero del Monte Venda, tagliando fuori la valle dei mulini di Torreglia.

Portate pazienza, a maggio mapperemo col GPS il nostro percorso, che verrà proposto dalle nostre guide storico-naturalistiche durante la 2° Festa della Mira.

Nel frattempo, se qualcuno vuole provare a percorrerlo, trova maggiori dettagli descrittivi a questo link.

La guida che ha progettato il percorso è disponibile anche ad accompagnare gruppi e singoli a fare l'itinerario, su prenotazione.


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